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Risarcimento danni da causa intentata

Ci sono alcuni casi nei quali ci si è citati in giudizio in maniera un po' troppo avventata. Capita, ad esempio, che alcuni individui possano confondere il tribunale come un mero strumento per far affermare le proprie, ed uniche, ragioni oppure che venga istruita una causa per dei motivi che, di certo, non costituiscono illecito o reato. A nessuno piace dover ribadire le proprie ragioni in tribunale specialmente se l'accusa è estremamente debole ma, anche grazie a un ambiguo sistema giurisprudenziale italiano, a chiunque può accadare di dover difendesi da capi d'accusa che spaziano dal civile al penale per dei motivi irrisibili. Un messaggio di critiche scritto in un blog, un commento in un forum, una parola detta all'ufficio, una pianta esposta in balcone e, come per magia, scatta il "casus belli" che ci costringe a perder tempo e soldi tra udienze e rinvii vari.

La dottrina sta recentemente modificando la propria posizione rispetto a questi casi. Se è vero che è un sacrosanto diritto di qualsiasi individuo richiedere al tribunale di far valere le proprie ragioni è anche vero che questo diritto non dovrebbe mai e poi mai oltrepassare certi limiti. A rafforzare il ragionamento si possono citare tutti i casi per i quali una persona con risorse economiche non indifferenti istruisce un processo contro il vicino di casa che di risorse ne ha poche

Cause insensate: perché vengono istruite?

Facciamo un semplice esempio: in una riunione di condominio il signor Rossi, riferendosi al sig. Verdi, sostiene che dovrebbe evitare di compiere una qualsiasi azione contro il regolamento interno perché, ad esempio, ascolta musica a volume alto fino a tarda notte. Il sig. Verdi, il giorno dopo è in procura per depositare una querela per "Ingiurie e minacce". Il pubblico ministero, in questo specifico caso, deve prendersi carico della querela poiché non sa cosa effettivamente è stato detto in sede di riunione; soltanto dopo, a processo iniziato, può rendersi conto della non sussistenza delle accuse e chiedere l'archviazione. Altro esempio: Antonella è la proprietaria di un blog e scrive, in un post, la seguente frase: "Oggi ho comprato un oggetto per la cucina della marca ABCDE e non mi è piaciuto affatto: non credo che acquisterò mai più questa linea di prodotti.". Il titolare dell'azienda, che magari monitora i blog, presenta una querela per diffamazione aggravata e richiede un risarcimento di centinaia di migliaia di euro: il PM leggendo il testo stabilisce che non c'è esito al processo, anche perché non è di certo un episodio di diffamazione,ed archivia. Terzo esempio: Fabio e Fiamma sono due vicini di casa e, tra loro, non corrono buoni rapporti. Fabio cita in giudizio Fiamma poiché, a suo avviso, l'unità esterna del condizionatore è posta su un muro di sua proprietà.Viene istruita la causa e, durante le varie udienze, emergono dei particolari che "scagionano" Fiamma: il processo si conclude con la vittoria di quest'ultima che figura come controparte. 

Da questi, semplici, esempi si evince che alcune tipologie di denuncie o di querele vengono archiviate poiché sono palesemente infondate mentre per altre è necessario un dibattito per scoprire le eventuali responsabilità. Purtroppo c'è da dire che alcuni funzionari un po' "miopi" danno in nulla osta anche per richieste certamente inammissibili ma questo è un altro paio di maniche. Quando però si istruisce un processo è necessario difendersi pagando un avvocato e spesso uno o più periti. In questo caso si perde del tempo e del denaro che, come dicevamo pocanzi, potrebbero essere risarciti una volta definita la non sussistenza del reato.

Richiedere i danni morali e biologici per aver subito una causa immotivata

Quando si viene citati in giudizio, in maniera gratuita, la controparte può richiedere un congruo risarcimento di danni. Se ci pensiamo bene è come "sequestrare" una persona e costringerla tra udienze e appuntamenti dall'avvocato che, altrimententi, avrebbe di certo fatto altro. Basterebbe questo per richieder, magari con fatture alla mano, un risarcimento danni ma c'è da considerare anche che, a seguito di una causa, in qualsiasi persona possono manifestarsi sentimenti di ansia, di stress e di preoccupazione. In alcuni casi questi stati d'animo possono condizionare la vita sociale con un degrado a livello dei rapporti con la società, a livello della vita di coppia e relativa. Se è possibile documentare queste condizioni è anche possibile richiedere un risarcimento che, generalmente, non è di poco conto.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 22 Aprile 2009 17:20 )